KayunSports.news sulla maglia della Lazio: il caso che riapre il dibattito sul Decreto Dignità

Il logo KayunSports Lazio è il nuovo caso del calcio italiano: il portale, riconducibile all’operatore di scommesse KAIYUN Sports senza concessione in Italia, è comparso sulla maglia della Lazio in Serie A. La vicenda riapre la discussione sul Decreto Dignità e sul confine tra informazione sportiva e pubblicità indiretta del gioco.
Il caso KayunSports.news: che cosa è successo
La Lazio ha annunciato il portale KayunSports.news come Official Sleeve Partner per le stagioni 2026/27 e 2027/28. Il logo è comparso sulla manica della maglia della Prima Squadra maschile nelle partite ufficiali di Serie A. Il debutto è avvenuto nella partita di campionato contro il Bologna.
KayunSports.news è una testata di informazione sportiva in lingua inglese. Secondo la contestazione, è direttamente riconducibile all’operatore di gioco online asiatico KAIYUN Sports, non autorizzato in Italia. La Lazio sostiene che il portale sia una realtà distinta dalla piattaforma di gioco.
Il club presieduto da Claudio Lotito si dichiara in regola con la normativa italiana. La società afferma di aver firmato il contratto solo dopo un parere preventivo favorevole dell’Agcom. Il manager di Betsson Stefano Tino ha chiesto all’Autorità di verificare la legittimità dell’accordo.
Il precedente del Torino e la differenza con la Lazio
L’operatore KAIYUN Sports aveva già un accordo con un club di Serie A. Il 20 ottobre 2025 il Torino lo aveva annunciato come Regional Partner in Asia. In quel caso il Decreto Dignità era già in vigore, ma l’accordo non aveva creato lo stesso clamore.
La formula “Regional Partner” delimita i diritti commerciali a un territorio, in questo caso l’Asia. Il Torino aveva aggiunto la precisazione “Regional Partner not visible in the country as per Italian Law”. Il marchio, cioè, non appariva sul territorio italiano.
La configurazione della Lazio è opposta: il logo compare sulla maglia usata nel campionato italiano. La differenza è nella visibilità diretta e continuativa del marchio, destinata anche al pubblico italiano.
| Elemento | Torino vs KAIYUN Sports | Lazio vs KayunSports.news |
|---|---|---|
| Ruolo | Regional Partner in Asia | Official Sleeve Partner |
| Annuncio | 20 ottobre 2025 | agosto 2026 |
| Stagioni | accordo corrente | 2026/27 e 2027/28 |
| Visibilità in Italia | No, solo mercati asiatici | Sì, maglia in Serie A |
| Nota del club | not visible in the country as per Italian Law | nessuna limitazione territoriale |
| Richiesta Agcom | non sollevata | sì, verificare la legittimità |
La delibera Agcom 200/26/CONS e il nodo del Decreto Dignità
L’Autorità ha già affrontato il tema nella delibera n. 200/26/CONS. Al punto 42 parla delle comunicazioni che si presentano come informative ma che possono svolgere una funzione promozionale o elusiva del divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro.
L’Agcom cita espressamente i segni distintivi riconducibili a operatori del gioco con estensioni come .live, .sport o .news, usati anche sulle maglie dei campionati maggiori. La delibera non vieta automaticamente queste sponsorizzazioni. La loro legittimità va valutata sulla base dell’articolo 9 del Decreto Dignità e delle Linee guida Agcom del 2019.
Contano il contesto della comunicazione, la frequenza dell’esposizione, la visibilità del segno distintivo e l’effetto complessivo del messaggio. Nel caso del Torino questi elementi non c’erano. Nel caso della Lazio sono al centro della discussione.
Nella stessa delibera l’Agcom ha annunciato l’intenzione di rivedere le Linee guida del 2019. L’obiettivo è dare criteri più precisi per casi come KayunSports.news. Resta aperta la questione se le regole valgano allo stesso modo per operatori con concessione in Italia e per quelli attivi su altri mercati senza licenza.
Perché il caso riguarda anche i giocatori non AAMS
Il caso mostra una strategia di marketing frequente tra gli operatori esteri: l’uso di testate “.news” per avvicinare il pubblico italiano senza esporsi al divieto di pubblicità. Capire chi sta davvero dietro un marchio è il primo controllo da fare prima di depositare.
Non tutte le piattaforme non AAMS sono uguali. Nelle guide sui siti scommesse non AAMS e sui casinò online non AAMS sicuri spieghiamo come verificarne solidità e trasparenza. Il nostro metodo di valutazione è descritto nella pagina come testiamo i casinò non AAMS.
Prima di giocare, la regola vale per tutti: cercare il nome legale dell’operatore, la sede e le condizioni reali di pagamento. La nostra guida su come scommettere online parte proprio da questa verifica.
Pubblicità indiretta: quando una testata “.news” può essere vietata
Secondo l’Agcom, una comunicazione che si presenta come informativa può in concreto eludere il divieto se promuove un marchio legato al gioco. La sola esistenza di una testata separata non basta a escludere la funzione promozionale. Contano il contesto, la frequenza e la visibilità del segno.
La riforma delle Linee guida 2019 dovrà chiarire fino a che punto un sito formalmente dedicato all’informazione possa essere considerato autonomo da un marchio di gioco. L’esito del caso KayunSports-Lazio dipenderà da questo passaggio. Un precedente simile, con l’Inter, risale già al 2022.
La cautela resta la prima regola
Il caso KayunSports-Lazio è l’ultimo capitolo di un confronto aperto tra sponsorizzazioni sportive e divieto di pubblicità del gioco. L’esito dipenderà dalla revisione delle Linee guida Agcom. Nel frattempo, per chi gioca online la verifica della licenza resta la prima regola.
Fonti: JAMMA.it, “Caso sponsor Kaiyunsports.news-Lazio: dal precedente Torino al nodo Decreto Dignità” (27 agosto 2026); JAMMA.it, “Caso Lazio e KayunSports.news: sulla sponsorizzazione il via libera dell’Agcom” (26 agosto 2026).