Decreto Accise: indeducibilità campagne informative giochi valida solo per il 2026

Le misure sull’indeducibilità campagne informative giochi, contenute nel Decreto Accise, valgono solo per l’anno fiscale 2026. La Commissione Finanze della Camera ha dato il via libera al testo, che arriva in Aula lunedì 14 settembre. Entro il 25 settembre il Senato deve convertire il decreto in legge.
Cosa prevede il Decreto Accise per i concessionari
La Commissione Finanze ha concluso l’esame del decreto di conversione. Il relatore Marco Osnato (FdI) riferirà in Aula lunedì 14 settembre, primo passaggio parlamentare per trasformare il provvedimento in legge.
La norma limita la non deducibilità fiscale per Ires e Irap delle spese per le campagne informative sui giochi. Sono incluse anche le spese per i servizi di comparazione di quote o offerte.
Rispetto alla prima versione dell’emendamento del Governo, che non prevedeva limiti temporali, le misure ora scadono il 1° gennaio 2027. In pratica, la non deducibilità si applica solo all’anno fiscale 2026.
I concessionari sono gli operatori che detengono una concessione ADM per il gioco a distanza: casinò online, scommesse, bingo e giochi di abilità. Per loro, la non deducibilità significa un costo fiscale più alto sulle spese di comunicazione.
Il provvedimento punta a garantire l’osservanza del divieto di pubblicità di giochi e scommesse. Il riferimento è all’articolo 9 del Decreto Dignità del 2018.
Gioco responsabile: le campagne diventano spese di rappresentanza
Il decreto cambia anche la classificazione fiscale delle campagne sul gioco responsabile. Le spese di promozione e di comunicazione dei concessionari non conteranno più tra le spese di pubblicità.
Da gennaio 2027 queste voci rientreranno tra le spese di rappresentanza. L’obbligo di promuovere il gioco consapevole resta, ma cambia il trattamento ai fini di Ires e Irap.
Il Comitato per la legislazione: “Inserire la norma nel Testo Unico”
Il Comitato per la legislazione della Camera chiede di riformulare la misura. La proposta è di inserirla nel Testo Unico delle imposte sui redditi (Tuir), come novella all’articolo 108 del d.P.R. 917/1986.
Secondo il parere, la disposizione ha portata generale e ordinamentale. Un inserimento nel Tuir garantirebbe un coordinamento più efficace con l’ordinamento vigente.
Il Comitato segnala anche la mancanza di un’analisi tecnico-normativa. Manca, inoltre, una valutazione dell’impatto della regolamentazione.
De Bertoldi (Lega): “Violato lo Statuto del contribuente”
Il deputato della Lega Andrea De Bertoldi ha criticato la norma in Commissione Finanze. Secondo De Bertoldi, l’emendamento incide retroattivamente sulla deducibilità dei costi.
Per il parlamentare si tratta di una vera e propria violazione dello Statuto del contribuente. Le imprese sopportano questi oneri per un’imposizione dello Stato, che esige dagli operatori la promozione del gioco consapevole.
“Non solo è inaccettabile l’indeducibilità retroattiva dei costi, ha concluso, ma lo è a maggior ragione se opera in relazione a costi imposti dallo Stato”. La norma resta comunque nel testo approdato in Aula.
L’iter del decreto in Parlamento
Il calendario della conversione del Decreto Accise, in sintesi:
| Tappa | Data | Cosa succede |
|---|---|---|
| Via libera della Commissione Finanze | 10 settembre 2026 | Concluso l’esame, mandato al relatore Osnato |
| Primo passaggio in Aula alla Camera | 14 settembre 2026 | Discussione del disegno di legge di conversione |
| Approvazione definitiva al Senato | Entro 25 settembre 2026 | Il Senato deve convertire il decreto in legge |
| Fine del regime di indeducibilità | 1° gennaio 2027 | Le misure valgono solo per l’anno fiscale 2026 |
Cosa cambia per chi gioca online
La misura riguarda i concessionari del gioco pubblico, non i giocatori. Offerte e prelievi nei casinò online regolamentati non cambiano per effetto di questa norma.
Il confronto sulla pubblicità del gioco resta aperto. A fine agosto Google ha introdotto certificazioni più severe per gli inserzionisti, mentre il Parlamento lavora alla nuova norma fiscale.
La clausola sui servizi di comparazione di quote o offerte merita attenzione. Se il regime diventasse permanente, a pagare il conto sarebbero anche i siti che confrontano bonus e quote: il limite al 2026 è, per loro, un parziale sollievo.
Per chi gioca, la scelta dell’operatore resta la mossa più importante. Prima di depositare, conviene controllare:
- la licenza dell’operatore, cioè la concessione ADM per il gioco online;
- i metodi di pagamento accettati e i tempi di prelievo;
- le condizioni del bonus, incluso il requisito di scommessa.
Fonte: Agipronews, 10 settembre 2026, JAMMA, 11 settembre 2026.