Ddl de-risking: mercoledì 9 settembre il Senato riprende l’esame sui conti correnti del gioco legale

Mercoledì 9 settembre la Commissione Finanze del Senato riprende l’esame dei disegni di legge sui conti correnti. Sul tavolo c’è anche il Ddl de-risking, la battaglia di AGSI contro le banche che chiudono o negano i conti agli operatori del gioco legale.
De-risking: perché gli operatori del gioco restano senza conto
Il de-risking è la pratica con cui le banche rifiutano o chiudono rapporti con intere categorie economiche considerate a rischio. Il comparto del gioco legale è tra i più colpiti.
Le imprese autorizzate denunciano da mesi chiusure improvvise e rifiuti all’apertura dei conti. Il problema tocca anche i dipendenti delle aziende del settore, come ha segnalato AGSI.
L’Associazione Gestori Scommesse Italia (AGSI) si è fatta portavoce di questa battaglia davanti alle istituzioni. Per le aziende regolari, restare senza conto significa non poter gestire incassi, stipendi e versamenti.
Il Ddl 1595: l’obbligo di contrarre passa dalla Camera
Il provvedimento centrale è il Ddl 1595, già approvato dalla Camera dei deputati il 23 luglio 2026. Il testo unificato delle proposte Ac 1091 e Ac 1240 introduce l’obbligo di contrarre per gli istituti di credito.
Il cuore della riforma è il nuovo articolo 1857-bis del Codice civile. Ogni cittadino che ne faccia richiesta ha diritto all’apertura di un conto corrente.
Il diniego o la chiusura restano possibili solo per motivi legati ad antiriciclaggio o contrasto al finanziamento del terrorismo. Le banche non potranno più chiudere in modo arbitrario i rapporti con saldo attivo.
AGSI ha spinto per questo risultato con una petizione contro l’ostracismo bancario, presentata alla Fiera di Rimini. Il presidente Pasquale Chiacchio chiede ora un’approvazione rapida anche al Senato.
ABI e Banca d’Italia: il nodo delle audizioni
Il confronto è aperto da mesi. L’8 luglio la Commissione Finanze ha ascoltato l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che ha espresso forti riserve su un obbligo generalizzato a contrarre.
Il 21 luglio è toccato a Banca d’Italia, Confapi, CNA, Confartigianato, Confimi Industria, Conflavoro PMI e Alleanza delle cooperative. Il tema ormai va oltre il gioco: riguarda l’accesso ai servizi bancari per tutte le piccole imprese.
Per AGSI serve un equilibrio: antiriciclaggio rispettato, ma niente esclusione automatica per categoria. Il vicepresidente Antonio Guitto ha rilanciato la proposta del conto business garantito.
I tre testi al vaglio del Senato
| Disegno di legge | Oggetto | Stato |
|---|---|---|
| Ddl 1595 | Obbligo di contrarre e recesso delle banche nei conti correnti, nuovo articolo 1857-bis del Codice civile | Approvato dalla Camera il 23 luglio 2026, ora al Senato |
| Ddl 763 e 1937 | Modifiche alla disciplina dei conti correnti e dei servizi bancari | In discussione congiunta con il Ddl 1595 |
| Ddl 1966 | Cittadinanza economica e accesso ai servizi bancari essenziali, nuovo articolo 126-vicies nonies del TUB | Presentato il 15 luglio 2026, primo esame il 9 settembre |
La discussione congiunta ha come relatore il senatore Stefano Borghesi. Il Ddl 1595 resta il provvedimento su cui AGSI concentra la propria iniziativa.
Il Ddl 1966 del M5S: stop alle esclusioni per categoria
Il 15 luglio 2026 i senatori Mario Turco e Marco Croatti del Movimento 5 Stelle hanno presentato il Ddl 1966. Il testo parla di cittadinanza economica e di rafforzamento dell’accesso ai servizi bancari essenziali.
La proposta inserisce nel Testo unico bancario un nuovo articolo 126-vicies nonies. Banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi di pagamento non potrebbero escludere categorie economiche esclusivamente in ragione del settore di attività esercitato.
Le decisioni su apertura, mantenimento e chiusura dei conti resterebbero basate sulla valutazione individuale del rischio. Gli obblighi antiriciclaggio rimarrebbero pienamente in vigore.
Il testo ha però un limite: la platea coperta include le microimprese individuali e i professionisti entro il regime forfetario. Non tutte le società della filiera del gioco rientrano automaticamente nella tutela.
Cosa cambia per chi gioca online
Un operatore legale senza conto corrente non può garantire bonifici e carte per depositi e prelievi. Per il giocatore il rischio è concreto: metodi di pagamento bloccati o tempi di prelievo al casinò online più lunghi.
La stabilità dei rapporti bancari protegge anche la raccolta del gioco regolamentato. Il de-risking, al contrario, spinge una parte dei giocatori verso i casinò online non AAMS, dove i controlli sui pagamenti sono più laschi.
La partita riprende mercoledì 9 settembre. Per il gioco legale è un test: ottenere che la gestione del rischio non diventi un’esclusione preventiva di un intero settore.
Fonte: JAMMA, “Conti correnti, gioco legale e scommesse: riparte l’esame al Senato”, 7 settembre 2026.