Canone bingo, il Tar Lazio annulla l’ingiunzione ADM da 53mila euro

Il canone bingo finisce sotto la lente dei giudici amministrativi. Il Tar Lazio ha annullato un’ingiunzione di pagamento da oltre 53mila euro emessa dall’ADM contro un concessionario, per il periodo tra novembre 2020 e maggio 2021. Alla base c’è la sentenza della Corte di Giustizia UE del 20 marzo 2025.
Cosa ha deciso il Tar Lazio
Il Tribunale Amministrativo per il Lazio ha annullato l’ingiunzione con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli chiedeva oltre 53mila euro a un concessionario del bingo. La somma era stata richiesta a titolo di proroga della concessione per il periodo compreso tra novembre 2020 e maggio 2021.
Secondo i giudici, l’importo non poteva essere considerato un credito “già certo e dovuto”. Il rapporto tra amministrazione e concessionario va rivalutato, tenendo conto delle condizioni concrete in cui l’attività è stata svolta.
La sentenza non azzera però ogni obbligazione verso l’Erario. L’eventuale importo dovrà essere nuovamente determinato dall’ADM, sulla base di una valutazione concreta del rapporto con l’operatore.
La sentenza della Corte di Giustizia del 20 marzo 2025
La decisione si fonda sui principi stabiliti dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea nella sentenza del 20 marzo 2025. La proroga delle concessioni “non rientra nelle ipotesi per le quali l’art. 43 della Direttiva 23/2014 autorizza la modifica postuma della concessione”.
La conseguenza è netta: quella proroga va disapplicata. I giudici europei hanno però precisato che l’illegittimità della proroga “non esime il concessionario dal versamento all’Erario di un’indennità”, a patto di non alterare il rapporto a esclusivo vantaggio dell’esercente.
L’indennità non potrà essere determinata in modo rigido e forfetario, cioè prescindendo dai fatturati degli esercenti. Dovrà invece tenere conto, in una logica di riequilibrio, dei vantaggi attribuiti con l’assegnazione pluriennale e dei sacrifici imposti all’operatore, come la mancata possibilità di trasferimento dei locali.
Canone non dovuto durante le chiusure Covid
Nel ricorso c’era un secondo motivo, accolto dal Tar: il canone non è dovuto per i periodi in cui le sale bingo erano rimaste chiuse per i provvedimenti anti-pandemia. Il riferimento è alla sospensione disposta con il DPCM dell’8 marzo 2020.
Il legislatore ha stabilito che la non debenza del canone opera automaticamente per tutto il periodo di sospensione dell’attività. Imporre il pagamento senza lo svolgimento dell’attività non è ragionevole: mancano le risorse per coprirlo.
L’ingiunzione contestata cade proprio nel periodo dell’emergenza Covid. Per i giudici è fondato il motivo che contestava il pagamento del canone per i mesi di chiusura forzata delle sale.
Cosa succede ora
La palla torna all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’ADM dovrà rideterminare l’eventuale importo con una valutazione concreta del rapporto, senza parametri rigidi e forfetari.
La decisione del Tar Lazio si inserisce in un contenzioso più ampio sulle concessioni bingo. La proroga tecnica ha prolungato la validità delle concessioni in attesa del nuovo bando: uno strumento finito più volte sotto accusa davanti ai giudici amministrativi ed europei, con esiti favorevoli agli operatori.
| Periodo | Evento |
|---|---|
| 8 marzo 2020 | DPCM: sospese le attività delle sale bingo |
| novembre 2020 – maggio 2021 | Periodo coperto dall’ingiunzione ADM |
| 20 marzo 2025 | Sentenza della Corte di Giustizia UE sulla proroga |
| settembre 2026 | Tar Lazio annulla l’ingiunzione da oltre 53mila euro |
Cosa significa per i giocatori
La vicenda riguarda i rapporti tra concessionari e ADM, ma tocca la fiducia nel sistema legale. Per chi gioca al bingo o al casinò online, la regola resta la stessa: verificare che l’operatore sia autorizzato. Come riconoscere i casinò online legali in Italia spiega i controlli da fare prima di registrarsi.
Il quadro normativo italiano resta severo con gli operatori senza concessione: l’ADM ha oscurato 190 nuovi siti illegali lo scorso agosto, portando la blacklist oltre quota 12.600: lo raccontiamo in ADM oscura 190 nuovi siti di gioco illegali. La strada della legalità è anche quella della tutela del giocatore, come mostriamo nella nostra guida ai casinò non AAMS.
La fonte
Ricostruzione basata sull’articolo di Agipronews del 17 settembre 2026: Concessioni Bingo, il Tar Lazio annulla un’ingiunzione di pagamento da 53mila euro. Le informazioni sulla sentenza sono tratte dal testo citato da Agipronews.